Resti dell'antica Naxos nel Parco archeologico
Resti dell'antica Naxos nel Parco archeologico. Foto: Hein56didden · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons

A guardarla dal lungomare, Capo Schisò sembra soltanto una punta di roccia scura che chiude la baia di Giardini Naxos. In realtà è uno dei luoghi più importanti della storia siciliana: secondo la tradizione riportata dagli storici antichi, qui sbarcarono i coloni greci di Calcide, nell'isola di Eubea, guidati da Teocle, e fondarono Naxos, la prima colonia greca di Sicilia. La data tramandata è il 734 a.C. Oggi quest'area è un parco archeologico all'aperto, con un museo, e si visita senza fretta in una mattina. È una tappa che cambia il modo di guardare tutto il resto della vacanza.

Una colonia che fu il punto di partenza

Naxos non fu una città qualunque. Proprio perché era la prima, divenne un riferimento per i Greci che arrivarono in Sicilia dopo di lei. Lo storico Tucidide ricorda che i Calcidesi eressero qui un altare ad Apollo Archegeta, la divinità guida dei coloni, e che chi partiva dall'isola per missioni ufficiali vi compiva un sacrificio prima di imbarcarsi. Da Naxos partirono anche altre fondazioni nella Sicilia orientale. La sua storia si chiude in modo brusco: alla fine del V secolo a.C. la città fu distrutta da Dionisio di Siracusa, e i superstiti sono legati alla nascita di Tauromenion, la Taormina di oggi. Per questo il legame tra la baia e la città sulla collina è più antico di quanto sembri.

Cosa si vede nel parco

Il parco si estende sul promontorio di Capo Schisò, su un terreno di origine lavica coperto in parte da agrumi e vegetazione. Non aspettatevi templi in piedi: Naxos si legge soprattutto a livello delle fondazioni, e questo è proprio il suo fascino. I resti che colpiscono di più sono quelli delle mura, costruite con grandi blocchi di pietra lavica accostati con cura, un tipo di muratura poligonale raro tra le città greche d'Occidente. Si riconoscono le porte, i tracciati delle strade e gli isolati delle abitazioni, i resti delle aree sacre e le tracce delle fornaci in cui si cuocevano ceramiche e terrecotte: Naxos è uno dei siti della costa orientale che ne ha restituite di più.

Uno dei santuari, vicino a un antico corso d'acqua, è stato messo in relazione con un tempio di Afrodite ricordato dalle fonti antiche, e le ricerche nell'area continuano. Camminando tra i resti, con il mare a pochi metri e Taormina sulla collina, si capisce bene perché i coloni scelsero proprio questo punto: un approdo riparato, terra fertile alle spalle e la possibilità di controllare la costa.

Il museo e i reperti

Il museo occupa un vecchio forte di epoca borbonica affacciato sul mare ed è distribuito su due piani. Raccoglie i materiali emersi dagli scavi: ceramiche, elementi architettonici in terracotta, oggetti della vita quotidiana e votiva, oltre a reperti recuperati in mare lungo la costa. Conviene visitarlo dopo il giro all'aperto, quando i nomi e le epoche delle didascalie trovano un riscontro in ciò che si è appena visto. Il sito di Naxos fa parte del Parco archeologico Naxos Taormina, lo stesso ente che gestisce il Teatro Antico di Taormina: chi vuole completare la storia può salire in città seguendo la pagina Taormina e Teatro Antico.

Orari, giorni di apertura, biglietti ed eventuali chiusure cambiano nel corso dell'anno: prima di andare controllate le informazioni aggiornate sui canali ufficiali del Parco archeologico Naxos Taormina. D'estate scegliete la mattina presto o il tardo pomeriggio, portate acqua e un cappello: nel parco le zone d'ombra sono poche.

Come inserirlo nella vacanza

La visita al parco si abbina bene a una giornata tranquilla a Giardini Naxos: archeologia al mattino, pranzo, poi mare e passeggiata sul lungomare. Se vi interessa capire come combinarla con il resto del paese, leggete Cosa vedere a Giardini Naxos in pochi giorni. Con i bambini funziona meglio di quanto si pensi: lo spazio è aperto, si cammina su percorsi semplici e la storia dei Greci che arrivano dal mare con le navi è facile da raccontare. Chi ama il mondo antico può dedicare un'altra giornata a Siracusa e Ortigia, la città che proprio Naxos ebbe come vicina potente e, alla fine, come avversaria.

Dormire a Giardini Naxos, vicino alla storia

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