Grappoli tra i filari di un vigneto dell'Etna
Grappoli tra i filari di un vigneto dell'Etna. Foto: Neil Weightman · CC BY 2.0 · Wikimedia Commons

Da Giardini Naxos l'Etna si vede quasi da ogni punto del lungomare, e sui suoi versanti, tra boschi, colate antiche e piccoli paesi, si coltiva la vite da molto tempo. Negli ultimi decenni i vini dell'Etna sono diventati tra i più discussi d'Italia, ma per chi viene in vacanza la cosa più interessante è un'altra: in poche ore di strada si passa dal mare a vigne coltivate a centinaia di metri di quota, su suoli neri di origine vulcanica. Questo articolo non parla dell'escursione sul vulcano, che ha la sua pagina dedicata, ma di quello che cresce sulle sue pendici.

I vitigni da conoscere

La denominazione Etna DOC, tra le più antiche della Sicilia, si regge su pochi vitigni autoctoni. Per i rossi il protagonista è il Nerello Mascalese, che per disciplinare deve costituire la gran parte del vino, affiancato dal Nerello Cappuccio, chiamato anche Nerello Mantellato, che porta colore e struttura. Ne nascono rossi dal colore spesso non troppo carico, profumati, con una freschezza che sorprende chi si aspetta i vini caldi e concentrati del Sud.

Per i bianchi il vitigno di riferimento è il Carricante, spesso affiancato dal Catarratto. Dà vini sapidi e tesi, che si accompagnano bene al pesce della costa. La tipologia Etna Bianco Superiore, con una quota più alta di Carricante, è riservata alle uve del territorio di Milo, sul versante orientale. Esistono anche il rosato e lo spumante, meno noti ma ormai presenti in molte carte dei vini della zona.

Le contrade: leggere l'etichetta

Sulle bottiglie dell'Etna capita spesso di leggere, accanto alla denominazione, il nome di una contrada. Sono le località storiche in cui è diviso il territorio del vulcano, riconosciute ufficialmente dal disciplinare. Indicare la contrada significa dire da quale pendio, quota ed esposizione arrivano le uve: due vini dello stesso produttore, fatti con lo stesso vitigno ma in contrade diverse, possono avere caratteri molto lontani. È un modo di ragionare che ricorda quello delle grandi zone vinicole europee, e che spiega buona parte dell'interesse attorno a questi vini.

Il paesaggio delle vigne

Anche chi non beve vino trova motivi per salire tra i filari. Sui versanti più ripidi le vigne sono disposte su terrazze sostenute da muretti a secco di pietra lavica, costruite e mantenute a mano. Molte piante sono allevate ad alberello, ciascuna con il suo palo, un sistema tradizionale adatto ai terreni in pendenza e al vento della montagna. In alcune zone sopravvivono vigne molto vecchie, che convivono con boschi, frutteti e campi di lava di età diverse.

Un altro elemento da cercare è il palmento: l'antico ambiente in pietra dove le uve venivano pigiate a piedi e il mosto scendeva per gravità nelle vasche sottostanti. Molti sono rimasti come testimonianza di un modo di lavorare scomparso, e alcune aziende li mostrano durante le visite. La vendemmia, per via della quota, arriva più tardi che nel resto dell'isola, in genere in autunno inoltrato: è un periodo in cui i paesi del vulcano sono particolarmente vivi, come racconta anche l'articolo sull'Ottobrata di Zafferana Etnea.

Organizzare una giornata tra le cantine

Molte aziende vitivinicole dell'Etna accolgono i visitatori per degustazioni e passeggiate in vigna, quasi sempre su prenotazione: conviene contattarle con qualche giorno di anticipo, soprattutto nei fine settimana e in alta stagione. La Strada del Vino e dei Sapori dell'Etna riunisce produttori e operatori del territorio e propone itinerari dedicati; tra le iniziative più note c'è il treno dei vini lungo la storica Ferrovia Circumetnea, attivo in alcuni periodi dell'anno. Per date, programmi e modalità fate riferimento ai canali ufficiali della Strada e della Ferrovia Circumetnea.

Se fate più degustazioni nella stessa giornata, decidete prima chi guida e chi assaggia, oppure scegliete un itinerario organizzato. Le strade del vulcano sono spesso strette e tortuose, e la prudenza vale doppio al rientro verso la costa.

Una giornata tra le vigne si abbina bene a una mattina di cammino sul vulcano o a un pranzo nei paesi del versante, e per chi ama i sapori della zona c'è anche il capitolo della granita con brioche, che con il vino non c'entra ma con le estati ioniche sì.

Dove dormire a Giardini Naxos

Giardini Naxos è una base comoda per alternare mare e vulcano: l'Etna è a circa un'ora d'auto e la sera si torna sulla costa. Clarima House Taormina è una casa di 160 mq al piano terra, a 100 metri dalla spiaggia, con due grandi terrazze dove cenare all'aperto e una cucina completa per chi vuole portarsi a casa una bottiglia comprata in cantina e aprirla con calma. Ospita fino a 8 persone, e il parcheggio gratuito su strada davanti alla casa rende semplici le partenze in auto la mattina.

Una casa con due terrazze a 100 metri dal mare

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